UN SOGNO PER CAMBIARE IL MONDO

Rappresentazione teatrale del 2 gennaio 2016 effettuata nella chiesa parrocchiale di Montorio.

Con la rappresentazione teatrale, curata dalla Maestra Antonietta De Paolis, i ragazzi dell’oratorio di Montorio Romano, nella serata del 2 gennaio 2016, hanno voluto richiamare l’attenzione su argomenti di estrema importanza anche se spesso messi in secondo piano dalle abitudini e dallo stress quotidiano.

La recita ci ha lasciato delle riflessioni sulle relazioni, sui rapporti interpersonali, anche all’interno della famiglia. Infatti spesso si da poca importanza alle parole, al dialogo anche tra genitori e figli.

Ha ragione Mons. DI FRAIA, parroco di Montorio, quando dice che spesso la tavola e’ diventata la platea della televisione. Sarebbe bello quando si e’ a tavola spegnere la televisione e dialogare con i figli, cercare di capire se ci sono problemi e prevenirli. Spesso la tavola e’ l’unica occasione per incontrarsi specialmente quando i genitori lavorano in posti diversi, quindi non dobbiamo perdere questa importante occasione.

I ragazzi nella recita hanno toccato il problema del razzismo, hanno voluto ricordarci che non e’ il colore della pelle che fa la differenza perche’ siamo tutti uguali davanti a Dio. Non e’ casuale la recente apertura dell’Anno della Misericordia, istituito da Papa Francesco, che ha espressamente esortato laici e rappresentanti della Chiesa ad accogliere ed aiutare gli stranieri in difficolta’.

La recita e’ stata intervallata dal coro parrocchiale diretto da Annarita Pichetti.

Le scene sono state preparate dal gruppo dell’attivita’ manuale dell’oratorio coordinato da Laura Ponzani e Marcella Cuteri.

Allestimento fonico e mix curato da Quinto Fioravanti.

Il filmato, realizzato da Luigi Griscioli per la Parrocchia di Montorio, e’ stato diviso in due parti solo per motivi tecnici.

Buona visione

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Teatro

 

Che cosa sollecita e sviluppa nel bambino l’ attività teatrale.

Riflessioni ed esperienza della “Maestra” Antonietta De Paolis Coordinatrice del Gruppo.

Prima di parlare dell’attività teatrale svolta all’oratorio, voglio spendere un pensiero per la mia maestra della scuola elementare: è stata lei che mi ha fatto amare il teatro. Si chiamava Flora, era toscana e era approdata a Montorio perché aveva sposato un  montoriano. Era fantastica e visto le poche esperienze che noi bambini potevamo fare, iniziò a farci teatro usando un percorso didattico educativo per sviluppare e stimolare la creatività, la fantasia e la comunicazione perché tanti di noi parlavano in dialetto. Ma la mia gioia più grande fu l’utilizzo della musica come sostegno delle attività: suonava il mandolino. Io non ero timida, anzi al contrario mentre diverse mie compagne lo erano. Mi proponevo sempre quando ci faceva ballare o se, terminata una lettura, ci indicava il cambio dei personaggi o del loro vissuto. Ricordo con piacere ora, allora con una specie d’invidia che, a molte bambine scompariva la timidezza e quindi io non ero più protagonista. Loro assumevano nei miei riguardi un atteggiamento critico ma costruttivo; era iniziata una sana competizione nei miei riguardi. Divenuta insegnante elementare ho utilizzato subito quest‘attività e l’ho amata perché ero consapevole dei benefici che ne sarebbero scaturiti specialmente con i bambini più introversi.

Il teatro è una grandissima terapia e la musica, inserita come supporto permette, sia di estendere l‘attività di recitazione a tutti i partecipanti, sia a quei bambini che hanno difficoltà almeno inizialmente, a parlare in pubblico o a ricordare a memoria.

Lasciata la scuola ho accettato con tanto entusiasmo la proposta di don Cesare: portare la mia esperienza dell’ attività teatrale all’ interno dell’oratorio. Tale esperienza è stata stimolante, attiva e costruttiva. Attraverso i vari copioni i ragazzi hanno trattato temi diversi spaziando dal sacro allo storico-religioso; dal comico burlesco al dramma e ultimamente su temi di attualità come in Venti di Pace dove è stata inserita la figura di papa Francesco. Inoltre abbiamo arricchito tutte le manifestazioni tradizionali del paese utilizzando costumi, balletti e musiche adatte. Dopo questa lunga esperienza posso sicuramente affermare che il teatro ancora una volta ha fatto centro!

I timidi hanno superato la difficoltà a parlare in pubblico mentre altri hanno imparato a memoria parti impegnative e difficili da portare in scena come il personaggio principale nel Canto di Natale. Un bambino introverso e ansioso è riuscito a superare l’ansia interpretando un importante personaggio nella recita Venti di pace. Una timida ragazza interpretando S. Barbara è riuscita ad emozionare gli spettatori entrando completamente nel personaggio. Tutti, nelle loro individualità, sono riusciti ad acquisire la libertà di parola, di movimento, di pensiero e di memoria. Quindi dove c’è teatro c’è vera formazione !

Articolo redatto dalla “Maestra” Antonietta De Paolis