UN PO’ DI STORIA

sulla

Festa di Santa Croce

(Montorio Romano)

Sono passati più di 300 anni da quando nel 1688 Padre Ludovico da Reggio Calabria commosse, durante una predica quaresimale la popolazione di Montorio, suscitando la devozione alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

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Furono raccolte immediatamente delle offerte con le quali furono erette, nel vicino Monte delle Macchie, somigliante al Monte Calvario della Palestina, tante croci quante sarebbero state poi le edicole in cui si sarebbero raffigurati i 5 misteri dolorosi di Cristo:

  • agonia di Gesù nell’orto;
  • flagellazione e coronazione di spine;
  • condanna e viaggio al Calvario;
  • crocifissione;
  • morte e sepoltura.

Sistemate le croci di legno si iniziò a costruire nella sommità del Monte, la Chiesa in onore del SS CROCEFISSO, nella quale, verrà poi esposto sopra l’altare, un meraviglioso Crocefisso ligneo molto espressivo.

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Terminata la chiesa fu istituita la “FESTA DI SANTA CROCE”, che consisteva nell’andare la mattina del 3 maggio in cima al monte delle Macchie, che sarà poi detto ”MONTE CALVARIO”, portare all’esterno il crocefisso ligneo che stava dentro la chiesetta detta “CHIESA DEL SS. CROCIFISSO DI MONTE CALVARIO”, e celebrare la S. Messa sul piazzale antistante la chiesa.


A Paolo Girolamo CASANOVA, entrato come novizio nel Convento Santa Maria delle Grazie di Ponticelli Sabino, che vestendo l’abito francescano nel 1697 prese il nome di “Leonardo da Porto Maurizio”, ordinato sacerdote nel 1702 dopo aver completato gli studi presso il convento dei riformisti di San Bonaventura al Palatino, si deve il merito di aver ideato le Vie Crucis, anche quella fatta erigere a Montorio Romano, sostituendo ai misteri dolorosi le 14 stazioni della Via Crucis, con altrettante croci lignee fatte costruire nel sentiero che conduceva alla sommità del Monte, abbinando alla festa di S. Croce, anche la recita della Via Crucis fatta la mattina del 3 maggio, nel salire alla chiesa.

Nel l958 ll parroco di Montorio Romano, Don Antonio Morelli da Palombara (parroco a Montorio dal 1945 al 1963) , preoccupato che i frequenti incendi appiccati sul Monte calvario potessero incendiare la porta di legno della chiesetta, col relativo crocefisso ligneo in essa contenuto, mandò tre ragazzi (Mario Moschetti di anni 16, Giovacchino Imperi di anni 17, Luigi Zingaretti di anni 19, aiutati poi da Augusto Torres di anni 15) a salvare la statua del Crocefisso, facendola portare in paese, all’interno della Chiesa Parrocchiale, dicendo alla popolazione che l’avrebbe riportata al suo posto solo quando finivano di dar fuoco al Monte Calvario.


Terminati gli incendi, la statua venne riportata nella chiesetta.

Alla festa di Santa Croce dell’anno successivo, abbinò anche la rievocazione della discesa del Crocefisso dal Monte Calvario in mezzo alle fiamme dell’incendio, facendo portare la statua alle ore 21 della sera del primo maggio dai giovani coscritti di leva (la leva a quei tempi obbligatoria, si faceva a 21 ani e la cartolina precetto arrivava a 19 anni e mezzo).

Storia a cura dell’Associazione Culturale
“IL CENACOLO”


Programma Santa Croce 2015