MONS. FILIPPO DI FRAIA NUOVO PARROCO DI MONTORIO

L’articolo e rispettivo filmato hanno l’obiettivo di far arrivare, a chi non ha potuto presenziare all’importantissima cerimonia, le emozioni che ciascun componente del “Gregge di Dio” dovrebbe avvertire in occasione dell’avvicendamento del proprio Pastore, senza tralasciare l’utilita’ di una testimonianza per future riflessioni. Durante la cerimonia, inoltre, sono stati effettuati tutti i passaggi ecclesiali che la circostanza richiedeva ma che per snellezza di lettura non vengono descritti, ancorchè ripresi nel filmato.

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Domenica 6 settembre e’ avvenuto l’Ingresso Solenne di Mons. Filippo DI FRAIA come nuovo parroco di Montorio Romano in sostituzione di Don César Alejandro PLUCHINOTTA che lascera’ la Diocesi per andare come cappellano all’ospedale oncologico IFO – Regina Elena di Roma.

La cerimonia e’ stata presieduta da S.E. Mons. Ernesto MANDARA Vescovo della Diocesi di Sabina e Poggio Mirteto.

L’omelia del Vescovo, di cui si riportano di seguito i passaggi piu’ significativi e’ raffigurata integralmente nel filmato unitamente all’intervento di Mons. Filippo DI FRAIA.

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Prima di tutto il Vescovo Mons. Mandara ha salutato le Autorita’ presenti ed i fedeli intervenuti alla cerimonia, alcuni dei quali arrivati anche da MaglianoSabina (precedente parrocchia del Nuovo Parroco).

Particolare attenzione, e’ stata riservata dal Vescovo al parroco uscente Don César Alejandro PLUCHINOTTA: “ringrazio Don Cesare per tutti gli anni di ministero che ha svolto in mezzo a voi, per quello che ha fatto con grande passione, con dedizione dando tutto se stesso. Don Cesare si accinge a svolgere un ministero pastorale molto impegnativo, anche per motivi personali si trasferira’ nella Diocesi di Roma, andra’ all’IFO – REGINA ELENA, un ospedale non molto piacevole dove si curano i tumori, vicino al Raccordo Anulare sulla Pontina.

Don Cesare svolgera’ un servizio molto delicato, potra’ mettere a frutto anche la sua competenza professionale (psicologo)”.

Rivolgendosi a Mons. DI FRAIA il Vescovo ha ricordato l’infanzia trascorsa a Montorio dal nuovo parroco, aggiungendo:

pero’ dovete tenere in mente due cose:

Il parroco non e’ l’amministratore della parrocchia, non e’ l’amministratore delle cose, il parroco

si occupa delle Persone. Don Filippo mi raccomando occupati delle persone, di te si potra’ dire ogni bene quando ti sarai fatto carico di ogni parrocchiano di Montorio, devi acuire la tua vita spirituale per poter dare qualche cosa alle persone, non devi interessarti delle cose ma della salvezza delle anime”.

Rivolto ai fedeli

questo riguarda anche voi, la parrocchia non e’ un’organizzazione di cose, deve occuparsi – oltre alle processioni – anche alla fede del Popolo di Dio. Il parroco non e’ un amministratore ma un Pastore delle Anime”.

Il Vescovo ha continuato:

seconda cosa il parroco non e’ un Funzionario, tra il prete ed il vescovo c’e’ un legame forte paragonabile al matrimonio”, avendo cura di precisare subito il sano senso della similitudine. “Non si tratta di delegare come si usa in molte Amministrazioni. Don Filippo non e’ il parroco di Montorio ma il parroco della Diocesi. Don Filippo si carica sulle spalle le preoccupazioni della Chiesa, della Diocesi e porta a Montorio queste preoccupazioni.

Come tutti gli altri parroci dovrà farsi carico dei bisogni della Diocesi. Dovra’ darmi una mano a ristrutturare in modo adeguato la Caritas Diocesana, ed informatizzare i Centri di Ascolto, dovra’ lavorare a stretto contatto con me, si dovra’ occupare di una Fondazione che aiutera’ i Centri di Ascolto Caritas”.

Intervento di Mons. Filippo DI FRAIA, nuovo Parroco di Montorio

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Prima della benedizione finale del vescovo il Nuovo Parroco Mons. DI FRAIA ha intrattenuto i fedeli ed amici presenti.

In apertura del discorso, pur avendo precisato che si sarebbe avvalso della lettura di una nota già preparata anche per evitare di “finire domani mattina”, tuttavia spesso si e’ lasciato andare a braccio soprattutto per raccontare con simpatiche affermazione la sua infanzia a Montorio:

in particolare ha raccontato di averne fatte “delle cotte e di crude” e che la nonna montoriana accortasi che era “mingherlino” perche’ non mangiava gli ha “scacciato il malocchio”, altro ricordo che ha suscitato gli applausi dei presenti, quando ha raccontato che andava a prendere il latte con la bottiglia dalla “Moglie du Tosco”.

Per quanto riguarda piu’ strettamente il ruolo:

Sono stato mandato per essere Ministro, servo e guida di questa comunita’. Non nascondo la trepidazione nell’accostami a voi piccolo Gregge del Signore.

Permettetemi, come Mose’ avverto la mia inadeguatezza a condurre il popolo di Dio ma sono convinto che il Signore mi assistera’. Saluto gli amici di Magliano”.

Rivolto al Vescovo

ho molti amici qui Eccellenza con i quali ho condiviso l’infanzia, sono stato un ragazzino anche un po discolo”.

Ha continuato:

Ricordo i Pastori che hanno guidato questa Comunita’ parrocchiale. Ricordo con tanto affetto Don Antonio Morelli, ma soprattutto i sentimenti piu’ grandi vanno a Don Tommaso verso il quale nutro, come sapete, dei sentimenti particolari. Don Tommaso e’ stato piu’ di trent’anni parroco di questa parrocchia ed io sono stato molto legato a lui, ma anche dopo l’ho sentito molto vicino a me. Permettetemi di ringraziare i famigliari che sono qui a festeggiare con me il mio ingresso.

Una nota particolare di saluto a Don Cesare perche’ la abside ed il calice che abbiamo usato per la messa sono quelli di Don Tommaso. Non vi nascondo che ho avuto occasione di usarli solo pochissime volte, nel mio venticinquesimo ed oggi. Avendo una venerazione particolare (per questi oggetti sacri) non mi sono sentito mai di accostarmi con molta leggerezza, ancor di piu’ perche’ il calice porta il segno dell’ultimo respiro di Don Tommaso. Quando mori sull’altare aveva il calice in mano che cadde a terra ammaccandosi. In un successivo tentativo di restauro ho pregato chiunque lo toccasse di non togliere il segno. Mi sento onorato quindi di essere un suo successore”.

Monsignor DI FRAIA ha proseguito raccontando il primo incontro con Don Tommaso “lo ricordo come se fosse un film proiettato ieri sera, lui lo ha ricordato proprio nel giorno della mia prima messa, gli dissi che io sarei stato sempre un suo amico, fu molto contento mi rispose con un sorriso”.

Parlando di Don Tommaso il nuovo parroco ho espresso un grande ricordo e stima anche per la sorella Bianchina, scusandosi per non averla citata prima.

Ritornando al suo nuovo incarico:

Chiusa la parentesi Don Tommaso ringrazio di cuore Don Cesare che ha guidato questa comunita’ parrocchiale per diversi anni, lo ringrazio con tutto l’affetto anche per l’attenzione che ha riservato nei miei confronti, in questo periodi di passaggio vi ha invitati spesso a pregare per me.

Saluto tutti voi.

Ho avuto la fortuna, piu’ unica che rara, di fare l’ingresso con il Padrone di Casa, il Crocifisso mi ha accolto con un abbraccio.

Ed ora vorrei segnalare qualche priorita’: l’opera encomiabile del gruppo dei catechisti; la fondamentale celebrazione del giorno del Signore, la domenica; il decoro della liturgia mediante la formazione degli animatori, in questo Don Cesare e’ stato veramente un maestro.

Non dobbiamo fermarci solo agli atti di culto, non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle molteplici poverta’ presenti nel nostro territorio, penso al disagio giovanile, alla solitudine degli anziani, al dramma di chi non ha lavoro, alle famiglie in difficoltà.

So che la Caritas parrocchiale lavora con coraggio nonostante le poche forze a disposizione specialmente nei confronti dei piu’ bisognosi.

La nostra comunità’ parrocchiale deve camminare con stile con responsabilita’, lo ha ricordato prima il Vescovo, segno eloquente di questo stile e’ la presenza attiva degli Organismi di partecipazione: il Consiglio Pastorale parrocchiale, il Consiglio degli Affari Economici che costituiremo al piu’ presto. Ogni membro della comunita’ e’ chiamato a condividere con tutti i propri talenti, non importa se pochi o molti.

Ci adopereremo per una comunità accogliente senza gelosie, invidia e maldicenze che generano inutili litigiosità.

Sento il dovere di ringraziare S. Eccellenza per la fiducia che mi ha dimostrato affidandomi tale compito. Ringrazio le Autorita’ e le Istituzioni presenti perche’ hanno raccolto l’invito in questo particolare momento della nostra comunita’”.

Mons. DI FRAIA ha concluso citando un brano di un Santo Dottore a lui tanto caro, rendendo infine lode con la seguente preghiera:

Possa il Signore darmi la grazia di essere con voi e per voi un pastore secondo il cuore di Dio, un annunciatore di misericordia. Il SS Crocifisso protegga oggi e per sempre questa Comunita’ Parrocchiale. La Vergine Maria Madonna Santissima Annunziata ci rendera’ annunciatori di pace e di speranza.

Sia lodato Gesu’ Cristo”.

Prima della benedizione S. E. il Vescovo ha pubblicamente detto al nuovo parroco che si aspettava molto da Lui “dobbiamo giocare questa partita molto importante, dobbiamo lavorare insieme per il bene di Montorio e per il bene della Diocesi

Dopo la benedizione Don Cesare a mezzo del Vescovo ha invitato tutti i presenti ad un rinfresco davanti alla chiesa.

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Anche lo scrivente, auspica ed augura a Don Filippo ogni successo per l’aspetto spirituale e sociale della Parrocchia di Montorio ed in particolare per l’incarico nella ristrutturazione della Caritas Diocesana di cui, con decorrenza 1 settembre 2015, è stato nominato dal Vescovo Vice Direttore.

L’auspicio e’ conseguente all’attaccamento alla propria terra da parte del “cronista” e quindi anche alla propria Diocesi, nonche’ all’esperienza pluriennale dello scrivente maturata, come volontario e Coordinatore Territoriale del Lazio, Abruzzo e Molise dell’Associazione VOBIS (associazione non profit che lavora a stretto contatto con la Caritas Italia e che ha sottoscritto, con il Cardinal Bagnasco Presidente CEI, la convenzione del Prestito della Speranza, gestito dai Centri di Ascolto delle Diocesi Caritas), soprattutto per aver constatato a malincuore che la Caritas della nostra Diocesi, quasi unica a livello nazionale, non ha aderito – presumibilmente per mancanza di organizzazione – allo strumento di micro credito, garantito e messo a disposizione dalla CEI alla rete Caritas, per aiutare le famiglie in difficolta’ ed i giovani che intendono aprire nuove attivita’.

Luigi Griscioli

 

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