SANTA CROCE 2017

DISCESA ED ACCOGLIENZA DEL CROCIFISSO

La sera del primo maggio ha inizio a Montorio Romano l’avvenimento religioso piu’ sentito nel paese: la Festa di Santa Croce. La festa e’ caratterizzata dalla devozione che i montoriani hanno per un antico Crocifisso custodito nella chiesetta di “Monte Calvario”.

Con il calare della notte, il primo maggio di ogni anno, il Crocifisso viene portato a spalla, dai ragazzi del paese, nella chiesa parrocchiale. La pioggia non ha fermato la discesa della Croce ed il Crocifisso e arrivato indenne a destinazione, ancorche’ protetto dalla pioggia con un telo trasparente.  L’omelia del Vescovo S. E. Ernesto Mandara, che ha atteso la discesa del Crocifisso sotto la pioggia alle porte del paese, ha causato in molti una grande riflessione sui problemi e dolori della vita.

Il Vescovo dopo aver ringraziato le Autorita’ presenti per l’accoglienza , prendendo spunto dalla scritta in fuoco  “VIVA SANTA CROCE” realizzata dalla Proloco, ha proseguito:
“Dire viva Santa Croce sembra una cosa assurda, voi celebrate sempre questa ricorrenza, per motivi di tradizione del vostro paese il primo maggio, a ricordo di un evento particolare che e’ successo qui a Montorio, quindi la vostra festa capita sempre nel periodo di Pasqua. Noi dobbiamo contemplare il Crocifisso sempre pensando che la Croce non e’ la pietra finale dell’ultima tappa, ma dopo c’e la resurrezione.

Quindi noi contempliamo la Croce illuminata sempre dalla luce della resurrezione e la Croce viene illuminata dalla luce della resurrezione quando, nella nostra vita, noi riusciamo ad accogliere ed accettare la Croce come Gesu’. E’ una cosa difficilissima che non si puo’ realizzare senza l’aiuto della grazia di Dio. Nessuno di noi e’ capace di accettare la croce, di abbracciare la croce senza l’aiuto della grazia di Dio. Ed allora al termine di questa processione chiediamo al Signore questo dono; Il dono di accettazione nella nostra vita della Croce. Questa croce che accompagna la nostra esistenza, in ogni caso ci accompagnera’ nella fine della nostra vita, la nostra vita si concludera’ con questo atto di accettazione sole se siamo capaci della croce di Gesu’.

Voi celebrate questa festa alla quale siete legati al di la dei ricordi storici, ha un significato della vita del cristiano molto particolare. La croce diventa cristiana quando non e’ subita ma accolta, accettata. Comunque si svolge la nostra vita comportera’ sempre un atto di accettazione, e non altro al termine della nostra vita terrena. La nostra festa sia una festa vera, una festa in cui guardiamo veramente la croce con la luce della resurrezione. Se Gesu’ non ha potuto realizzare nulla senza passare attraverso la croce, anche noi nella nostra vita le cose grandi, le cose belle, le cose serie le realizziamo quando sappiamo passare attraverso la Croce.

Nella nostra vita ci sono continue scelte da fare , nella nostra vita occorre avere le idee molto chiare, molto precise, questa idea precisa e’ semplicissima ”nella mia vita non realizzero’ mai nulla di serio, di bello se non attraverso la Croce”. Questo significa guardare la Croce con la luce della resurrezione.
Io so che la croce non e’ semplicemente una condanna ma e’ una strada attraverso cui siamo chiamati a realizzare . Non ci sara’ mai nulla di consistente e di serio se non c’e in noi questa disponibilita’ a seguire il Signore nella via della Croce.

Concludiamo questa accoglienza del Crocifisso nella chiesa con questi due sentimenti:
– Signore aiutami nella vita con la tua grazia ad accettare la Croce;
– Signore rendimi intelligente al punto di capire che qualsiasi cosa di grande e di bello che io voglia fare nella vita sara’ sempre caratterizzata da un sacrificio, un sacrificio che faccio volentieri perche’ tu mi hai insegnato che attraverso la Croce si realizza qualche cosa di grande nella mia vita.

Omelia conclusa con la benedizione.